Editoriale
|
Volume 5, Issue 1
Editoriale
|
Volume 5, Issue 1

Prevenire il futuro

DOI: https://doi.org/10.36158/97888929584631
I più letti
In questo numero

The article has been translated automatically. Any images and tables cited in the articles can be found by downloading the magazine issue in PDF format. Show original:

Salute e finanza: questi due temi suonano già strani se combinati insieme. La salute è infatti un diritto sacro, mentre la finanza evoca speculazioni, così lontane da Esculapio. Il rapporto tra pubblico e privato risente fortemente di queste distanze, spesso incolmabili, in ogni campo. Prendiamo come esempio le lussuose capitali africane: qui, gli hotel a cinque stelle sono oasi meravigliose in città prive di fognature, e dove i proprietari privati che gestiscono gli hotel non contribuiscono alla loro realizzazione. Questo spetterebbe alla gestione pubblica che non se ne cura affatto. Questo analogo è sicuramente lontano dalla sanità italiana, uno dei migliori al mondo e alla portata di tutti i cittadini, anche se l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale nel 1978 ha sempre richiesto, e richiederà sempre, un rimodellamento per stare al passo con l’evoluzione della società. Una società che alla fine è monitorata da proiezioni macroeconomiche. Il mondo sta davvero cambiando, e lo sta facendo a una velocità sempre maggiore. I flussi migratori, ad esempio, pesano sul sistema a tal punto da rischiare il collasso, e i responsabili dell’assistenza sanitaria devono affrontare e, soprattutto, prevedere gli scenari più difficili e complessi. A questo si aggiunge l’aumento della speranza di vita, che è molto positiva in termini umani, ma che ha un impatto considerevole sui bilanci sanitari. È molto importante monitorare l’impatto dell’economia globale sulle economie nazionali e il peso di guerre, rivolte, carestie, anche se lontane. Per quanto riguarda l’Italia, i campanelli d’allarme sono molti, e non riconducibili solo all’immigrazione: non di rado, anche per visite di controllo o interventi di media emergenza, i tempi di attesa aumentano in maniera allarmante. Questo fatto, oltre ad alimentare la polemica politica, è uno dei segnali di una situazione che potrebbe peggiorare con il tempo e con l’aumento della popolazione. A questo si aggiunge il vecchio e odioso paragone con la sanità privata e con i suoi brevissimi tempi di attesa. Inoltre, per ridurre il gap una delle soluzioni più evocate è il coinvolgimento dei privati nella sanità pubblica. Il problema è, tuttavia, identificare i modi in cui i nuovi partner possono trarre profitto dai loro investimenti. Poiché la situazione richiede innovazione tecnologica, Lomonaco indica il private equity come uno strumento efficace e in rapido sviluppo. L’idea di un’assistenza uguale per tutti è un’utopia, ma una buona politica sanitaria in tutto il mondo non è sempre direttamente proporzionale al reddito pro capite e le contraddizioni non mancano. Ciò è particolarmente vero se si pensa che, ad esempio, il trattato che ha istituito l’Organizzazione Mondiale della Sanità è stato firmato nel 1946 a New York, negli Stati Uniti, dove l’assistenza sanitaria è privata. Contraddizioni a parte, è urgente migliorare la situazione oggettiva che vede l’economia della salute in rampa di lancio da valorizzare fino a livelli molto alti. Come scrive Federico Spandonaro, è ancora troppo presto per definirla una branca autonoma e specializzata dell’economia, ma potrebbe contribuire a rendere un po’ meno difficile il dialogo tra sistemi sanitari così diversi nel mondo. Un paradosso, forse un sogno: scienziati, economisti, manager potrebbero trasformare in positivo le rapidissime trasformazioni sociali che ci sembrano una minaccia per i sistemi sanitari, anche quelli più strutturati. Studiando i cambiamenti e prevenendoli, è possibile costruire un modello pronto per essere integrato nel futuro. In definitiva, sarebbe importante capire fino a che punto il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza possa fungere da adeguato meccanismo correttivo per il sistema.

Condividi:

Note

I più letti
In questo numero